Roberto Sassi

Soccer Science Seminar – Match analysis and match-specific physical training

Introduzione. L’8° Congresso Mondiale sulla Scienza nel Calcio si è tenuto a Copenhagen dal 20 al 23 maggio 2015. Il giorno precedente, il 19 maggio, presso la sede della Danish Football Association (DBU), ha avuto luogo un seminario dedicato alla match analysis e all’allenamento fisico “match-specific”, ovvero basato su situazioni di gara.

Nelle pagine seguenti si riportano i temi di maggior interesse, È inoltre possibile scaricare la copia digitale dell’Abstract Book del Congresso al link http://wcsf2015.ku.dk/hb-programme/program.pdf, contenente, nelle sue circa 300 pagine, tutti i lavori presentati al congresso: i nomi degli autori riportati permettono di risalire all’abstract riassunto nella presente relazione.

Il presente riassunto del Congresso è stato realizzato da Antonio Gualtieri Juventus FC.

 

19 maggio: Soccer Science Seminar – Match analysis and match-specific physical training

La prima osservazione di Peter Rudbæk, rinomato allenatore danese in attività dal 1980 al 2005, ora direttore tecnico della federazione, è rivolta al titolo del seminario, nel quale l’ordine delle parole è stato attentamente ponderato: ha infatti ritenuto importante precisare che la parola “Soccer” precede “Science” in quanto siamo di fronte all’applicazione di un processo, quello scientifico, ad una disciplina che può trarre vantaggio da tale approccio quando utilizzato con raziocinio.

Dopo una completa revisione bibliografica di Peter Krustrup (vedi biografie allegate) sulla prestazione fisica durante una partita di calcio, si sono susseguiti diversi allenatori e ricercatori che hanno esposto la loro esperienza pratica o di ricerca su diversi punti: sistemi di tracking (GPS, transponder, video, accelerometri), esercitazioni per ruolo a partire dal modello prestativo, Small Sided Games (SSG) e allenamento di resistenza alla velocità (speed endurance training). Di seguito si riassumono i concetti fondamentali per ciascuno di questi argomenti.

Sistemi di tracking ed esercitazioni match-specific. Nessuno ha parlato dei GPS in modo apertamente positivo, alcuni per il semplice fatto che non può essere indossato durante le partite ufficiali, altri per ragioni tecniche che lo renderebbero a loro dire uno strumento inaffidabile. Per questi motivi la sessione del mattino si è concentrata sul sistema di tracking ZXY (composto di 6 antenne installate attorno al campo che comunicano con un trasponder delle dimensioni di una fascia cardio indossato dal giocatore) associato alla video analisi Bagadus: tale sistema è in grado di dare tutte le informazioni tattiche e fisiche immaginabili, a fronte di un prezzo 10 volte superiore a quello di un kit GPS e all’utilizzo limitato esclusivamente sul campo su cui viene installato. Tale sistema è in grado di categorizzare automaticamente gli eventi tattici e, grazie alla presenza di un accelerometro, misurare i Cambi di Direzione (CdD) del singolo giocatore. A tal proposito i CdD si sono dimostrate specifiche e caratterizzanti ciascun ruolo: gli esterni eseguono quasi esclusivamente CdD di 180°, mentre i centrocampisti centrali, dovendo muoversi in tutte le direzioni, non prediligono angoli specifici. Sempre grazie all’integrazione dell’accelerometro, Pettersen ha iniziato a studiare gli impatti causati da ogni appoggio del piede a terra (Efforts), arrivando a sostenere l’importanza della loro misurazione e considerazione come indice di alta intensità. Con la stessa tecnologia Bendiksen ha analizzato diverse partite ufficiali, concludendo che se la distanza totale è abbastanza stabile da partita a partita (variazioni inferiori al 3%), l’High Intensity Running (HIR = distanza percorsa a velocità >19,8 km/h) è invece molto più variabile (fluttuazioni del 23%).

Riddersholm, collaboratore del Chelsea per diversi anni, ha raccontato come i dati raccolti in gara con i sistemi sopra descritti possano essere utilizzati per costruire esercitazioni match-specific, integrando in questo modo obiettivi tecnici, tattici e fisici. Interessante l’osservazione secondo la quale questo tipo di esercitazione risulti essenziale per popolazioni come quelle nord europee, caratterizzate da livelli di efficienza metabolica elevati, ma con un continuo bisogno di addestrarsi con la palla in situazioni stabili a causa del basso livello tecnico.

Small Sided Games e Speed Endurance Training. Nel pomeriggio si sono avvicendati interventi sulle partite a ranghi ridotti e sull’allenamento di resistenza alla velocità in un contesto di lavoro metabolico elevato. Riguardo ai primi, ormai ben noti a tutti, è stata proposta una semplice ma chiara classificazione degli obiettivi in base al numero di giocatori coinvolti: dal 6 contro 6 in su si allena la partita (aspetti tattici), dal 5 contro 5 al 3 contro 3 si garantisce ai giocatori uno stimolo aerobico e con il 2 contro 2 e l’1 contro 1 si stimolano i meccanismi anaerobici.

Quanto allo Speed Endurance Training (esempio classico: 6 x 30” con 2’ di recupero) si è sottolineato come a Frequenza Cardiaca (FC) ridotta si raggiungano picchi di velocità elevati: per tale motivo il carico di lavoro risulta sottostimato qualora venga quantificato esclusivamente mediante l’analisi cardiaca e non venga accompagnata da una registrazione video, GPS o radio.

Interessante il confronto tra esercitazioni di corsa a secco e SSG derivante dallo studio condotto da Ade nel 2014: riassumendo i risultati è stato dimostrato come le prime determinino un maggior carico cardiaco, una maggior produzione di Lattato ematico, un più alto Rating of Perceived Exertion (RPE) e una superiore distanza totale ed alta intensità percorse. Gli SSG hanno invece fatto registrare un maggior numero di accelerazioni e decelerazioni. Entrambe le forme di allenamento hanno dimostrato una intra-variabilità delle variabili fisiologiche medio-bassa, mentre la variabilità dei parametri di corsa ad alta intensità è stata medio-alta.

Last modified on Sabato, 25 Luglio 2015 10:34
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