Roberto Sassi

Il Training Check

Monitorare le prestazioni degli atleti e ottimizzare i metodi di allenamento, dai Pulcini sino alla Prima Squadra: ecco il compito della nuova struttura, affidata al professore Roberto Sassi

Training Check,  vale a dire, traducendo letteralmente dall’inglese, “controllo dell’allenamento”. In realtà, per la Juventus, i due termini hanno un significato ben più ampio si traducono in un nuovo prezioso supporto per Antonio Conte ed il suo staff.

Da quest’anno infatti la società si è infatti dotata di una struttura all’avanguardia, che fa capo direttamente all’Area Sport, dunque a Giuseppe Marotta, e che è stata affidata al professor Roberto Sassi. Il compito principale sarà l’interazione con l’area tecnica e lo staff medico, con cui verranno analizzati i dati forniti dalle performance di ogni singolo atleta, per ottimizzare le metodologie di lavoro.

«I  dati, in una squadra professionistica, sono una molti - spiega Roberto Sassi - Si tratta soprattutto di valutare quali siano effettivamente importanti per gli allenamenti. Una volta, ad esempio, era importante sapere la quantità di corsa totale di un giocatore. Oggi, specie in fase di preparazione, è più utile ricercare le fasi di accelerazione, di decelerazione, di corsa ad alta intensità...

Dovrò innanzi tutto dare allo  staff -tecnico le indicazioni che mi verranno richieste da un punto di vista scientifico e collegare le esigenze pratiche di Conte e del suo staff con le informazioni emerse dai test, per i quali ci avvarremo spesso della collaborazione del Centro di Ricerche Mapei, una struttura di assoluta eccellenza».

Roberto Sassi è nato a Como 60 anni fa e vanta un’esperienza a dire poco imponente nel mondo del calcio. E’ dal 1978 che lavora sui muscoli dei giocatori fin da quando iniziò una proficua collaborazione con il Varese. Nel suo curriculum di preparatore atletico ci sono Lecce, Lazio, Avellino, Torino, Verona, Salernitana, Fiorentina, Valencia, Atletico de Madrid, Chelsea, Parma, Sampdoria e Dynamo Mosca. A Genova allarga il suo raggio di azione e, dopo aver curato le metodologie di allenamento del Settore Giovanile, vara, con ottimi risultati, il Training Check blucerchiato. Una professionalità, la sua, cresciuta nel corso degli anni con le diverse esperienze e con l’utilizzo di metodi di ricerca innovativi che ora applicherà in bianconero.

Grazie a lui il Training Check sarà una struttura completamente indipendente e rappresenterà un collante prezioso tra staff tecnico e società. «Il Presidente e l’Amministratore Delegato Marotta hanno voluto questa struttura per conoscere dati oggettivi - continua Sassi - Cercherò quindi di dare un INFORMAZIONI  allo Staff dirigenziale oltre ALLO STAFF TECNICO. «È proprio questo lo scopo principale del Training Check - conferma Marotta - Fornire informazioni al fine di migliorare il rendimento del gruppo e del singolo atleta».


La chiave di tutto è il monitoraggio delle prestazioni, in allenamento, ma anche in partita. Ad esempio, durante l’amichevole disputata a Chiusa Pesio contro il Cuneo, Sassi ha seguito per tutta la gara il battito dei bianconeri, opportunamente dotati di cardio-frequenzimetro IN TELEMETRIA, ricavando utili indicazioni SUL CARICO CARDIACO DURANTE LA PRESTAZIONE  Indicazioni che, una volta condivise con lo staff tecnico, aiutano a stilare programmi di lavoro, a conoscere  le caratteristiche e le qualità atletiche dei giocatori e avere una banca dati organizzata e strutturata in modo RAZIONALE.

Questi dunque i primi obiettivi del Training Check che, per quanto la tentazione sia forte non va visto come  una struttura dedicata alla prevenzione degli infortuni: «Limitare i problemi fisici è un aspetto che verrà affrontato - sottolinea Sassi - cercando di tenere presente l’intensità degli allenamenti e le esigenze quotidiane, ma non è assolutamente con il training check che si risolve il problema degli infortuni».
Ancor più sbagliato intendere la nuova struttura come una sorta di Juventus Lab: «Sarebbe una definizione errata - ribadisce Marotta - Il Training Check fa riferimento a strutture già esistenti nello scenario calcistico internazionale, ma risponde ad esigenze diverse, quali l’aggiornamento e l’analisi dei dati relativi agli atleti, siano essi appartenenti alla Prima Squadra o alle formazioni giovanili».


Già, perché lo studio di Roberto Sassi non sarà limitato a PIRLO e compagni, ma abbraccerà tutte le squadre bianconere: «Per la prima squadra avremo sicuramente un occhio di riguardo, ma l’obiettivo del club è anche creare un metodo di controllo dell’allenamento per tutto il Settore Giovanile, partendo dalla Primavera e arrivando ai Pulcini, con test unificati e carichi di allenamento crescenti per accompagnare i ragazzi durante tutto il loro percorso. Insomma, si tratta di creare un metodo efficace e, per quanto possibile, comune a tutte le squadre, che IDENTIFICATO E RICONOSCIUTO come il  ”Metodo Juventus”».

Articolo apparso sulla Rivista Ufficiale Juventus Football Club - n° 9 Settembre 2011

Last modified on Sabato, 25 Luglio 2015 16:23